Sixth Street Blues Band

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domande sul blues

 

cos'è il blues?

 

Il blues è, con il jazz, la base di tutta la musica moderna. Nasce dallo scontro tra la cultura africana e quella europea, ambedue esportate in america.

I neri si impadroniscono del sistema musicale dei bianchi, in pochi anni lo smontano, lo capiscono perfettamente senza che venga loro insegnato nulla (figurarsi se si insegna a suonare a uno schiavo...) e lo ricostruiscono al servizio del loro canto e del loro ritmo.

Così si scontrano le note africane con le note dell'armonia europea, dando quel famoso effetto dissonante che diciamo "blues".

Nasce e vive come espressione immediata, popolare, passionale, senza quella maniacale attenzione alla forma che invece abbiamo noi. Solo più tardi, per ragioni pratiche, viene codificato in 12 misure, così da poter essere suonato da più musicisti insieme, senza incertezze sui cambi di accordo (John Lee Hooker fino alla fine ci regalava una meravigliosa incertezza...)

 


 

come mai non si sa nulla di chi lo ha inventato?

 

Per i bianchi era inconcepibile che dei "selvaggi" potessero inventare una nuova musica, che fosse meravigliosa e ancora di più che ci guadagnassero soldi.

Quando capirono il potenziale del blues e del jazz presero dei ragazzi bianchi e fecero suonare e cantare a loro le musiche composte dai neri.

Così nelle camerette delle loro figlie c'erano le foto di Elvis, Pat Boone ecc. e non quelle di "scimmioni neri"...

L'industria discografica fece man bassa nella creatività dei neri e regalò fama, successo e tutti i soldi ai suoi beniamini bianchi e a se stessa.

Così i primi bianchi che copiarono (a modo loro...) il blues divennero famosi: Alexis Corner, Eric Clapton, John Mayall, Peter Green ecc. (che comunque erano meravigliosamente appassionati e in buona fede), mentre Robert Johnson, Charlie Patton, Elmore James, T.Bone Walker, Albert King, Buddy Guy, B.B.King, Muddy Waters, Freddie King, Jimmy Reed e tutti gli infiniti altri veri blusmen che hanno inventato questa musica e registrato i veri capolavori, non solo non venivano fatti conoscere, ma non ricevevano un dollaro per quanto avevano creato.

 


 

il blues è vivo?

 

La vita del blues è stata brevissima, molte opere non sono documentate perchè i registratori li avevano i bianchi.

Si cominciarono a registrare i primi blues non certo per interesse culturale, bensì per vendere dischi e fonografi anche ai neri. E' probabilmente solo in questa fase, in cui il target è lo stesso popolo nero, che il blues è vero e vivo.

Appena il blues presentò caratteristiche di larga commerciabilità venne depurato e usato dai bianchi.

I neri più "fortunati" trasformarono il blues e inventarono il rock and roll (stessa struttura, ritmo frizzante, testi idioti per i teenagers senza tutti i riferimenti sessuali del blues) e ne trassero anche un po' di soldi e fama (Chuck Berry, Little Richard ecc.); i più sfortunati (tutti gli altri) passarono la vita (chi più chi meno) a inseguire il successo, scrivendo blues che potessero piacere ai bianchi delle case discografiche.

 


 

perché si dice che il blues è la musica del diavolo?

 

Naturalmente lo dicevano i bianchi ai quali dava fastidio il linguaggio pieno di doppi sensi e di espliciti riferimenti al sesso nonché a un uso naturale e spontaneo del nostro corpo.

La chiesa cattolica (non Cristo o Dio) ha sancito infatti che l'anima è pura e il corpo invece no. Anzi (dice), le pulsioni del corpo sono la fonte primaria dei nostri peccati. Dice che anche la donna  è fonte di peccato e un tramite per il diavolo contro l'uomo (inteso come maschio)...

I neri, sia per le loro tradizioni africane, legate a un rapporto naturale tra anima e corpo, spirito e natura, sia per le condizioni bestiali in cui erano stati costretti a vivere, non sono mai riusciti, fortunatamente, a farsi tutto quel male che ci siamo fatti noi e ci stiamo ancora facendo separando in modo così radicale l'anima dal corpo.

A volte nei testi del blues compaiono riferimenti ai riti voodoo. Trattandosi di religione diversa da quella cattolica è, naturalmente, diabolica...

 


 

quali sono gli strumenti del blues?

 

I primi strumenti del blues furono la voce e le percussioni (mani, legni, ecc.), ovvero quegli strumenti che la schiavitù metteva a disposizione o, meglio, non poteva togliere al popolo nero.

Un po' alla volta vennero acquisiti anche la chitarra e l'armonica a bocca. Strumenti accessibili per costo e per trasportabilità, visto che i neri, durante la transizione dalla schiavitù alla libertà, dovevano spostarsi continuamente in cerca di lavoro.

I bluesman non potevano permettersi strumenti costosi, tantomeno effettistiche sofisticate, né lunghe e costose permanenze negli studi di registrazione. Così il blues (come il jazz) è la musica del suono puro, potente, bello in se stesso, dove quello che conta è l'uomo, la sua voce, la capacità delle sue dita di trovare la nota bella.

Lo strumento primo è la voce e la chitarra (o l'armonica) le risponde e dialoga con essa. L'equilibrio è fondamentale, nello spessore del suono e nella quantità di note, ed è per questo che il virtuosismo, nel senso europeo di far muovere le dita il più velocemente possibile, ne è automaticamente escluso.

Ne risulta una musica di suoni puri, immediati, emozionanti, essenziali, registrata così com'è, senza sovraincisioni. Ne esce l'uomo, la storia raccontata, più dello strumento che egli usa.

Gli strumenti del blues sono dunque: voce (spesso nuda o con pochissimo riverbero), armonica, dobro, chitarra acustica, chitarra elettrica (soli effetti riverbero, distorsione tipo valvolare, eventualmente il vibrato), piano acustico, organo Hammond, contrabbasso, basso elettrico, batteria e percussioni (piede, maracas). Spesso ci sono anche i fiati (sax, tromba, trombone). Rari i cori e le doppie voci.

 


 

i bianchi possono suonare il blues?

 

Di fatto i bianchi sono gli unici ad aver fatto i soldi con il blues (unica eccezione B.B.King).

Possiamo citare diversi musicisti che hanno costruito o ampliato notevolmente la loro fama utilizzando il blues: Eric Clapton, Gary Moore, Robben Ford, Zucchero, Ry Cooder, John Mayal, solo per citarne alcuni. Certi lo hanno fatto con rispetto per i padri del blues, altri no.

Quando B.B.King dice che la chitarra non sa distinguere il colore delle dita che la suonano, sembra quasi voglia compiacere l'establishment musicale dei bianchi, per potercisi inserire e trarne dei (giustissimi e meritatatissimi) vantaggi. In ogni caso, se anche la chitarra non sa distinguere, le nostre orecchie lo possono fare benissimo...

 

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