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Sixth Street Blues Band
poesie blues
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Alla Mia Armonica
di Marcello Scotto bluesprince@inwind.it
Allorché a cagione d’imperizia o per troppo ardore di draw and blow, la tua anima sottile si spezza esalando un rantolante DO ov’era melodia e bellezza, sento la tua triste amicizia volar via in un paradosso.
No! di piangere non ho mai smesso, e Tu, che mi eri così fedele, cantavi il Blues e con me piangevi; ora che non sei più, tutto il fiele che per Te sgorgava, che mi chiedevi, non è morto con Te, adesso rugge ancor di più il Blues: non si sfugge!
Genova, 1 Febbraio 2002
Blues
di Marcello Scotto bluesprince@inwind.it
Turn around, turn around; cessa un giorno, incombe la vita avida di me, ma non è finita? Turn around, turn around.
Turn around, turn around; canto gioiosamente il dolore, ma il Blues canta il rancore? Turn around, turn around.
Turn around, turn around; m’attanaglia una fiera tristezza contemplando la mia umana grettezza; Turn around, turn around.
Lenta da me si dipana una forza smarrita che ad ogni passo rincontro per via; mentre essa va, la mia speme stupita s’attarda a specchiarsi, beata tuttavia.
Turn around turn around.
Vorrei fermarmi e con ferrea mano sgretolare ogni vanità del mio sono che nulla è e nulla infine sarebbe, tolte le effimere gioie in cui crebbe.
Turn around, turn around.
Non mi resta che uno squallido Blues che sempre nel mio cuore martella.
Turn around, turn around.
I woke up this morning, found myself dead and gone,
Turn around, turn around; cessa la notte, incombe la vita avida di me, ma non è finita? Turn around, turn around.
Blues in 4/4ine
di Marcello Scotto bluesprince@inwind.it
Sempre vaga nel mio cuore solo, il triste fantasma del Blues amico; quale mesta gioia in un assolo sghembo e informe: mi maledico!
Non è di giovamento percuotere rabbiosamente le gementi corde attonite, al mio tocco sorde; il Blues non paga ma può riscuotere. Ecco allora dalle mie viscere, un dollaro di rancori in stuolo presentarsi al mio velenoso spirito coacervo di vipere. Noi siamo il Blues, demoni in volo nel tuo “Tu” ampio e ombroso; se ci vuoi placare devi suonare, quando vorrai potremo tornare.
Genova, 30 Giugno 1998
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