Sixth Street Blues Band locali e gestori Se qualcuno ha delle esperienze (negative o positive) da raccontare sui propri rapporti con club e gestori, è invitato a scriverci: sixthstreet@tiscalinet.it specificando "da pubblicare". Crediamo che una maggiore compattezza fra le band e i musicisti potrebbe far cambiare in meglio la situazione che c'è oggi, in cui troppo spesso non c'è alcuna considerazione per la qualità e il lavoro svolto e c'è invece così poco rispetto per le piccole esigenze di chi suona. 
 
ATTENTI AL ROCK AND BLUES DI SAN DONA' I fatti: - a fine ottobre del 2005 Alberto (un amico) fissa delle date per sé e una per la Sixth Street al 13 gennaio 2006 - Alberto mi conferma che il gestore ha sgnato la data sull'agenda - non sento più nulla e, come faccio di solito, contatto il locale due giorni prima per prendere gli ultimi accordi riguardo all'orario per l'appuntamento - risponde la segreteria, lascio diversi messaggi specificando il motivo della chiamate e lasciando il mio numero di cellulare con la richiesta di essere contattato - non ricevo risposta alcuna - la mattina del giorno del concerto riesco a parlare con Nicola, uno dei due soci, che mi conferma la serata - allarmato da questo modo di procedere, chiamo Nicola anche alle 19, prima di mettermi in viaggio - dice che gli risulta aver dato la data a un altro gruppo (ma non mi ha chiamato per dirmelo...), alle mie rimostranze dice di andare che ferma l'altra band e fa suonare noi - quando arriviamo al locale l'altra band sta già montando e Nicola ha la faccia tosta di dire che a lui queste cose non capitano e che è tutta colpa di Alberto che fa casini - allibito e incredulo rinuncio a discutere e gli chiedo (gentilmente) un rimborso spese di 50 euro per pagare il viaggio fatto a vuoto per sua causa. Risponde di farmeli dare da Alberto... - arriva Alberto, da me chiamato, e porta un foglio scritto da Nicola in cui quest'ultimo gli fissava una data che poi gli ha fatto saltare dicendo che non era stata fissata - di fronte all'evidenza, Nicola ritratta e accetta di corrispondere il rimborso spese, ma non adesso dice perché non ha soldi (!). Passate domani o quando volete e ve li dò - il giorno seguente passa Deborah che abita in zona per ritirarli; Nicola c'è ma si fa negare, poi, di fronte alla fermezza della nostra amica, si presenta e si rimangia la parola (pare sia il suo stile) negandole il pattuito Ho cominciato a indagare se esistevano altre band che avessero subito un simile trattamento e ne ho trovate immediatamente altre due: la Mery Terry Blues Band con una data fissata che viene annullata per essere spostata a chissà quando... i Professionals ai quali vengono annullate e spostate le date, + una data che non è stata ancora pagata! leggete qui cosa scrivono di Nicola e del suo locale... Gigi Aggiornamenti: alla band che ha suonato al posto della sixth street è stato decurtato il cachet di 100€... pare che ciò sia avvenuto anche ad altri, compreso il fonico che inizialmente amplificava le band... e ancora: ciao gigi...sono donato "big mac" lancellotti dei bandanas..ti scrivo per aggiungere anche la nostra disgraziata esperienza con il "Rock & blues" di San Donà. Ci hanno tirato storie il giorno stesso della serata..e così gli abbiamo chiuso il telefono in faccia..sapevamo il rischio avendo avuto una cortese segnalazione da ice casaro dei professionals..avevamo letto qui da te ma non avendo serate al momento avevamo corso il rischio. Al di là della serata che non è un problema fa vomitare il comportamento di gente che fa male al commercio, alle relazioni ed alla musica. Ho segnalato la cosa ad altri amici musicisti. Ti autorizzo a pubblicare questa mail nella tua rubrica..ah ma quando ci ritroviamo a fare una jam nel nome del blues..un abbraccio fraterno..donato e band

Carissimi, volevo fare un appunto sul gestore del JAM BLUES POINT di Maserada sul Piave… Gran posto il suo…niente da dire, diciamo pure carino e accogliente. Ma quando ci siamo presentati per chiedere una data, la faccia del gestore di fronte a noi si è tramutata in un ghigno poco simpatico, ci ha squadrato dalla testa ai piedi e ci ha detto: " Guardate ragazzi, questo è uno tra i migliori locali italiani del Blues, mi conoscono dappertutto, ed ogni giorno mi arrivano pacchi di demo da sentire, quindi…beh, bisogna solamente essere molto bravi, portarmi un casino di gente, essere conosciuti e costare poco!". Ok…un po' demoralizzati ed increduli, siamo andati al banco per pagare…ma abbiamo dovuto aspettare il gestore venti minuti, che stava parlando al telefono di fronte a noi. Notare bene che quella sera nel locale eravamo solo in due. Alla fine della telefonata ci guarda e ci fa: " …eh, le donne!...". Ed io lo guardo e penso: " …eh, se questo è lo spirito del Blues…". Ingrid

Una sera sono stato, con la mia cantante, nel locale "blues jam point" a maserada sul piave per parlare con il gestore di una possibile data.....devo dire che sicuramente il locale è molto bello soprattutto nelle serate in cui suonano, e ha un buon giro di gruppi blues e rock ma, a parte questo, appena ci siamo fatti avanti per parlare di una data, il caro gestore ci disse che in quel locale suona solo gente brava, che suona molto bene, che si fa pagare poco e che gli porti un sacco di gente ogni serata live!!!!!! Bè, vorrei proprio sapere chi riesce a esaudire questi "3 desideri del caro gestore" !! alessio.

Al Quartiere Ovest (ex Paddox) di Mogliano hanno detto a Toni: invece di darti i soldi che chiedi facciamo così: l'ingresso è a cinque euro, a te ne diamo quattro e per noi uno, vedrai che guadagni più di quello che chiedi perché facciamo sempre settanta-ottanta persone. Toni non ci ha detto nulla perché voleva farci una bella sorpresa e invece la sorpresa l'ha avuta lui (alla fine anche noi) perché c'erano solo i nostri amici. Clienti del locale non se ne sono visti. Noi siamo stati polli però voi adesso sapete come regolarvi... Gigi

Con L.A. Jones eravamo a suonare al Caffè Elettrico a Fregona. A tavola venne a servirci Carlo, credo uno dei gestori del locale. Presi l'iniziativa e, alzandomi, dissi "Mi presento, sono...". Non potei finire perché quello tagliò corto con "Devo prima andare a prendere l'olio." Ma non solo l'olio non era indispensabile in quel momento, ma quando L.A. Jones più tardi chiese di averne di più, il tipo gli disse che quello che gli aveva portato bastava. Gigi
Avete presente quando si viene chiamati per fare una serata? Bene, uno dice ok..ma guarda che il nostro cachet è di tot Euro a testa, e spiega tutte le condizioni "di ingaggio". Ecco questo è ciò che mi è accaduto: James uno dei soci del Death Road Saloon in Fadalto mi chiama per avere un gruppo che suona...dopo alcune trattative salta fuori che becchiamo poco meno del nostro cachet e cmq mangiamo e beviamo senza problemi, perchè ce lo offrivano loro. Bene...Il sabato sera (avevo suonato anche il venerdì, dormito 4 ore e lavorate 10!!) parto ed arrivo in questo club. Montiamo la roba. Check sound e poi quando ordiniamo da mangiare il tipo ci fa..."ok poi per pagare le consumazioni parlate con me". Cado dalle nuvole..dicendogli che le consumazione erano offerte dai nostri accordi. Figura da cioccolatino con gli altri membri della band che comunque si sono dimostrati molto comprensivi! Questa cosa davvero non la capisco: è un club (non pagano le tasse di una normale birreria per questo), ci hanno chiamato per avere della musica, siamo accordati in una maniera e ci trattano in un'altra! Boh...ah comunque un giro di birre ce lo hanno offerto! Che dite dovevo fare come i Blues Brothers nel Bob's Country Bunker?! Se passate per il Fadalto e volete farvi una birra...andate fino a Tambre!
Riccardo
Ci sono notti che davvero tiri giù stelle dal cielo della musica e il gestore del locale ti fa pagare la birra che bevi durante la pausa. Allo stesso prezzo che fa ai clienti e senza battere lo scontrino...
Gigi
Ci sono locali che ti fanno pagare le consumazioni, ma non pagano la Siae e non ti versano i contributi. Intanto io pago 25 euro al mese alla mia cooperativa musicale per poter essere in regola...
Gigi
Abbiamo suonato in un pub e c'era poca gente, succede sempre così nei locali dell'entroterra quando si avvicina l'estate. Alla fine della serata i gestori, invece di chiederci uno sconto (cosa che capita spesso, mentre non capita mai che ti diano di più se il locale è pieno...), ci hanno fatto i complimenti, hanno chiesto la nostra disponibilità per un altro concerto e non hanno voluto assolutamente che pagassi la cena della mia donna. Hanno anche offerto tutto ciò che ha consumato un amico che ha jammato con noi. Esistono!!!
Gigi
Siamo stufi di arrivare nei locali e che ci venga chiesto di suonare piano (cosa che per altro noi già facciamo per scelta stilistica) perché, con i gruppi che ci hanno preceduti, ci sono stati problemi con i vicini e quindi con la polizia. I gestori e i responsabili musicali devono imparare a chiamare band adeguate alle possibilità del locale. Se prima di assumere una band andassero ad ascoltare come suona, non ci sarebbero più questi problemi. Non ci sarebbero nemmeno se insonorizzassero adeguatamente l'ambiente. Ma già, costa...
Gigi
Suonavamo a Genova con L.A.Jones e gli accordi con il locale comprendevano la cena. Andammo al ristorante convenzionato e la prima cosa che ci disse l'oste fu che avevamo un tetto massimo, stabilito dal locale, che ci consentiva un primo e un'insalata o un secondo e un contorno. Di fronte al nostro evidente disappunto, il tipo si sentì forse in colpa perché cercò di aggiustare la cosa dicendo "Se mangiate troppo magari dopo non suonate bene.". Eravamo in tour da diversi giorni, con centinaia di chilometri (3.000 alla fine) sulle spalle e una fame bestia. Mangiammo quello che ci serviva per stare bene e pagammo la differenza. Uscendo dissi all'oste "Non so come suoneremo adesso...". Naturalmente fu una bella suonata e, nonostante la delusione di avere a che fare con persone che preferiscono risparmiare 21 € piuttosto che instaurare un bel rapporto umano con i musicisti (che essi stessi si portano nel proprio locale e che, in teoria, dovrebbero quindi stimare), ce la mettemmo tutta per noi stessi, per la musica e per chi era lì ad ascoltarci.
Gigi
Esiste a Cortina un gestore che ama la musica e crede nei gruppi che invita a suonare nel suo locale. L'accoglienza è squisita e non c'è mai stato problema per il bere e per il mangiare (al ristorante, non panini, tramezzini o pizza surgelata...). Durante i concerti si siede al tavolo con la sua donna e segue attentamente, manifestando insieme a lei il piacere di adornare la propria "casa" di bella musica, buoni musicisti e bella gente. Questo fa tanto bene alla musica, che non è una semplice riproduzione meccanica, ma il frutto della sensibilità di persone che hanno la capacità di esprimere le proprie emozioni con le note. E fa bene al pubblico che viene educato, con l'esempio, ad apprezzare quella bellezza e quelle sfumature che, sempre di più oggi, sembrano destinate a pochi eletti (per rara, naturale inclinazione). Grazie Lay, grazie Smokey Joe's
Gigi
Vorrei dire la mia su un locale che tutti conosciamo molto bene che è gestito dall'oste più blues del mondo, un nome per tutti: Umberto! Era la sera che ho suonato con voi lì... a parte che mi ha fatto mangiare come un bue muschiato e mi ha fatto bere come una spugna senza volere soldi, ma a fine serata, oltre a darmi un giudizio molto positivo (quando suoni hai verve e mi piace...), ho chiesto una data per il mio gruppo senza avere il CD con me: la sua risposta è stata questa (non eravamo ancora molto in confidenza): "Per gli amici questo ed altro... non preoccuparti per il cachet e il cibo... ci mettiamo d'accordo più avanti". Da quel giorno siamo diventanti buoni amici, ci offriamo da bere a vicenda, scambiamo materiale blues e ogni volta che ci troviamo (ora praticamente è ogni venerdì) ci facciamo quattro risate scherzando e divertendoci! Ecco, questo secondo me è un locale blues!
Riccardo Peccato che poi Umberto ti dica "Ti chiamo io per darti una data" e non lo faccia mai...
Gigi
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